Poco prima di pranzo eravamo a giocare nel nostro giardino con un gruppo di bimbi.La poca acqua della notte scorsa ha reso il terreno un po’ più morbido ma soprattutto ha lasciato una piccolissima “ciotolina” d’acqua su una pietra scavata per giocare. I bimbi l’hanno scoperta quasi subito. Chi ha messo la mano, chi ha provato a metterci un piede ma con la scarpa non ci entrava. Chi l’ha riempita delle foglioline cadute dal salice.
Poi ci siamo tutti insieme seduti sulle panchette, era l’ora della favola!Raccontata in giardino, sembra più semplice rimanere ad ascoltare, così ho “osato” un racconto senza il libro e senza immagini da seguire :

“C’era una volta un giardino senza nulla. Non c’era il prato e nemmeno i fiori. Solo una tranquilla betulla che si annoiava tantissimo. Così un giorno un bimbo passando di lì pensò che era molto triste e chiamò un giardiniere per dare un po’ di compagnia all’alberello. Il giardiniere mise allora ribes e more, uva fragola e un albero di pere cotogne…”

Qui mi sono dovuta fermare perchè i bimbi hanno cominciato a dire ” Io..mangio la torta di pere!” oppure “Il nonno porta le more” (magari non proprio così chiaramente ma gli occhi e i gesti dicevano molto) e si sono alzati tutti in piedi dicendomi tutti i nomi di frutta che gli venivano in mente. La mela e la banana hanno imperato su tutti ed erano un po’ dispiaciuti che l’albero delle banane non ci fosse nel loro giardino!!

I genitori che hanno avuto la fortuna di vivere questi ultimi inserimenti hanno potuto sorridere con noi dell’entusiasmo con cui viene accolto, a metà mattina, il carrello carico di frutta biologica e, con altrettanto entusiasmo, viene svuotato tutto!!!

” L’albero ora era molto soddisfatto e il giardiniere si ricordo di seminare l’erba e mettere dei coloratissimi fuori così potevano arrivare le coccinelle. Però il bambino pensava che ora il giardino era molto bello ma sempre silenzioso. Così chiamo un falegname e questi costruì una casetta e delle panchette su cui sedere. Ora il giardino si è riempito di bambini e finalmente è pieno di suoni, di mani e di cose da fare. E la betulla può passarsi il tempo”.

 Salutando la nostra betulla siamo andati a pranzo.

Pamela

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