ovvero…come nutrire l’irrequietezza dei bimbi nel primo anno di vita.
Ogni genitore si accorge che verso i sei mesi, quando finalmente il bebè riesce a stare seduto da solo, è proprio il momento in cui non vuole stare mai fermo! Si dimostra soddisfatto solo quando è in braccio  a loro  e tenta immancabilmente di afferrare qualsiasi cosa gli venga a tiro.
Per qualche mese ancora non saranno in grado di gattonare o camminare ma la loro voglia di apprendere e fare esperienze è già altissima, per cui si annoiano immediatamente se non posso “fare” e hanno bisogno di una grande varietà di oggetti per impegnare il loro interesse, stimolare lo sviluppo dei sensi e la consapevolezza di ciò che stanno facendo.
Molto spesso i “giochi” pensati e acquistati per loro sono limitanti e lasciano i bebè ancora più insoddisfatti e bisognosi di molte attenzioni da parte dell’adulto.
Ecco allora che una bella possibilità è creare per loro un cestino dei tesori, usando fantasia e buon senso, raccogliendo una ricca varietà di oggetti comuni e semplici. Non costa nulla ma basta divertirsi a girare per casa e scegliere le cose più diverse. Gli oggetti proposti non sono “giocattoli” propriamente definiti, ma un insieme di cose scelte per sviluppare i sensi e l’interesse, una ricca e genuina “dieta” casalinga, varia e piacevole e molto personalizzata, una vera festa per occhi, naso e bocca!!
Se mettiamo il bebè seduto comodo, magari aiutandoci con dei cuscini, vicino ad una semplice cestina di vimini, bassa e stabile (l’ideale sono le cuccie per i gatttini) ricolma di oggetti materiali, potremmo cogliere l’espressione di gioia, stupore, concentrazione con cui affronta questa nuova esperienza. Afferra, sente, tocca, assaggia, sposta, scuote, sbatte, seleziona tra più oggetti, osserva, ride,si arrabbia…viene coinvolto tutto il corpo e tutto se stesso per un lungo tempo.


Più è libera  la proposta che facciamo,  più lasciamo che il piccolo metta in bocca e  sbatta contro le cose che abbiamo scelto per lui e più l’esperienza diventa incredibile! Ci incanteremo ad osservare come lavora seriamente. Scopre i pesi, li confronta, i colori, i sapori, i diversi materiali, se li passa da una mano all’altra, li fa cadere e li raccoglie apprendendo una infinità di cose.


Tutto ciò gli servirà più avanti quando comincerà a spostare gli oggetti e a utilizzarli.
L’adulto sarà nella stanza, sereno e presente trasmettendo fiducia ma senza intervenire nell’esperimento del piccolo. Basta una parola, pochi gesti e inibiremo o anticiperemo la sua capacità di scoprire mille sfaccettature che noi non cogliamo più sapendo a cosa serve esattamente ogni cosa.


Ecco alcuni suggerimenti ma l’idea è di aprire i cassetti della cucina e vedere perchè sono proprio i preferiti dei bambini!
– oggetti naturali sono i più adatti e apprezzati: grosse pigne compatte di vario genere (da sostituire quando si cominciano a sbriciolare), grosse noci e castagne anche selvatiche, lavate. frutta da introdurre (mela, limone…) conghiglie grandi, pietra pomice, ciotoli di fiume non troppo pesanti, spugne naturali, piccole zucche secche…
– pennelli di tutti i tipi e misure: da trucco, da imbianchino, per pulire le bottiglie, per dipingere,
– spazzole per capelli in vari materiali, per le unghie, per pulire le scarpe ecc
– scatole di velluto, vimini, cartone, legno, latta…
– grattuge, cucchiai di varie misure, cucchino per il miele, formine per biscotti …
– sonagli varie  piccoli strumenti come nacchere e tamburelli e maracas, meglio non verniciati…
– palline da tennis, da golf, di spugna, di gomma
– tappi di sughero, dei lavandini, tappi di scatole e barattoli…
– sacchettini di cotone e lana e altro ancora
– stoffe varie, piccoli pupazzi e bamboline, anelle per le tende, grosse perlone e grossi bottoni…
La plastica è poco indicata perchè senza odore ne sapore e fin troppo presente nelle esperienze dei bambini.
In ogni caso il Cestino dei tesori è un dono da fare al bambino anche una volta ao giorno, ma va proposto, non imposto, e non lasciato a disposizione ma meso via e “donato” al piccolo in un momento di calma, senza stereo o tv accesa, senza persone intorno, ma con la tranquillità che si addice ad una lavoro di alta concentrazione.

Per saperne di più: libro “Persone da zero a tre anni” ed junior – di E. Goldshmied e S. Jackson

Pamela

Condividi sui social