Che energia questa mattina! La voglia di “discutere” è quasi palpabile.
I bimbi grandi sono in piena sfida e qualsiasi richiesta delle dade diventa una buona occasione per mettere in discussione il ruolo di “piccoli” e dell’ adulto.
Certo non c’è da stupirsi di questo passaggio naturale per crescere, per scoprire cosa sanno fare di diverso da ieri e se possono allontanarsi un passo in più dalla sicurezza del rimanere dentro i confini, per tracciarne magari qualcuno di nuovo.
A volte più che ribadire un NO dieci volte, si può cambiare lo schema anche solo per 10 minuti: ho invitato i bimbi a seguirmi in palestrina e ho cominciato a urlare!! Si proprio a urlare come mi veniva, un bel urlaccio di pancia.
E qualcuno mi ha seguito immediatamente molto soddisfatto. La maggior parte dei bimbi, però, mi osservava non proprio convinta… come potevo fare a liberarci di tutta quella naturale spinta a litigare?
Un urletto dispettoso proprio sul naso ha sortito l’effetto sperato. Impossibile resistere!
In un attimo ci siamo come trasformati, sembravamo tanti gorillini che saltavano e camminavano a quattro zampe discutendo a urletti vis a vis. Ma i miei erano decisamente più grandi!!
Quando il bisogno di confrontarsi era troppo grande venivano a urlare al mio naso e poi scappavano un po’ timorosi e un po’ ridendo alla mia risposta, tornando al loro posto nel “gioco del crescere”, come qualsiasi cucciolo.
Dopo una meritata merenda, ovviamente con le banane, è il momento di ritessere le fila dei nostri legami, gli intrecci che ci collegano gli uni agli altri, ridare confini in cui sentirsi protetti o forse un po’ stretti… prendere in mano un filo per creare qualcosa di nuovo o anche solo per disfare ciò che non mi appartiene più.
E pian piano, cantando e “ricucendo” insieme tutti i pezzetti, tutti gli affetti, accompagnando e accogliendo chi fa più fatica, torniamo al nostro Nido di bimbi, a quel cerchio che ribadisce lo stare CON gli altri anche quando è faticoso, a cercare nell’adulto un riferimento, un tessitore di trame sempre nuove.
Pamela











