Serata speciale con Daniela Iacchelli all’Atelier. Daniela ci ha proposto una serata leggera e profonda insieme. Ci siamo raccontati, abbiamo parlato ma abbiamo fatto anche esperienza, tra risate e rappresentazioni. Daniela infatti ci ha proposto una serata basata sulla Pedagogia di Rudolf Steiner e sul sistema delle costellazioni familiari di Bert Hellinger.

Riprendendo un po’ di discorsi cominciati ad ottobre Daniela ci ha spiegato come -secondo Steiner-  la vita sia divisa in settenni. Ogni settennio si caratterizza da determinate esperienze che è bene fare. In particolare nei primi tre settenni di vita, cioè fino ai 18-21 anni, si è “figli” e non si ha a disposizione un io del tutto strutturato per prendere decisioni in maniera consapevole e responsabile rispetto a tutte le scelte della vita. Sono quindi i genitori a svolgere questa fondamentale e delicata funzione per i figli, a scegliere cosa proporre loro, secondo i principi del  buono, del bello e del giusto, nel rispetto delle autonomie, della libertà e delle inclinazioni del piccolo.

 

Naturalmente le cose cambiano rispetto alle età: con la pubertà e l’adolescenza i bisogni cambiano e i figli… scalpitano -chi più, chi meno-  ma sta sempre ai genitori tenere le redini della carrozza!!

Ma per ora soffermiamoci sui  piccoli e sui primi anni della vita. Secondo Steiner nel primo settennio è fondamentale per i piccoli vivere l’esperienza del buono, ovvero vivere situazioni positive, da cui si alimenta l’idea che il mondo sia un posto felice e amorevole. Per questo sono così importanti la cura, il contatto, l’amore e la protezione per i bimbi piccoli.

Questo si manifesta in un ritmo di vita tranquillo e amorevole, in cui c’è tempo e spazio per vivere esperienze ed emozioni… semplici, a misura di piccolo. Scopriamo il mondo nelle cose piccole, nell’accoglienza del nido familiare, nel prato su cui giochiamo, nelle sensazioni del corpo, nella pappa che mangiamo e poco di più. Poca o niente frenesia, tante coccole e sorrisi.

Daniela ci ha poi parlato del concetto di disparità tra grandi e piccoli secondo il sistema delle costellazioni di Bert Hellinger.  Grandi e piccoli non sono pari, il rapporto tra genitori e figli è un rapporto basato sulla disparità. I grandi danno e i piccoli ricevono. I grandi fanno i grandi, scelgono e decidono cosa proporre ai piccoli, si prendono cura dei piccoli, danno regole e confini entro cui i piccoli possono esplorare, sperimentare e conoscere. I piccoli non hanno responsabilità sulle spalle e ricevono semplicemente l’amore dei grandi. I piccoli non danno forza ai grandi, i grandi prendono la forza da loro stessi, da altri grandi e al limite dall’amore che provano per i piccoli, ma non dai piccoli.

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Siamo tutti in un sistema familiare e, in quanto parte di un sistema, un altro principio fondamentale  è l’inclusione di ogni membro. Ognuno deve avere il suo posto perché il sistema sia fluido e ci sia pace. Quindi è importante che ognuno sia riconosciuto dagli altri. Nelle costellazioni si mette in scena il sistema familiare per vedere ciò che è: se non sono rispettati i principi base, come appunto l’inclusione di ogni membro nel sistema o la disparità tra genitori e figli, l’energia non fluisce e si genera sofferenza. A quel punto è importante rimettere le cose in ordine, ognuno al suo posto, ognuno riconosciuto dagli altri. Per ogni cosa la domanda guida può essere: “Cosa farebbe l’Amore qui?”

219Durante la serata c’è stato lo spazio per ognuno di parlare e raccontare qualcosa del  proprio vissuto. Ognuno di noi ha infatti i suoi “temi”, una “scena” che ricorre…  Daniela ha indicato per ognuno una “pista” da seguire, una traccia. Ipotesi da scoprire e su cui riflettere nel tempo, con varie modalità e strumenti.

Durante la serata Daniela ci ha fatto vivere -attraverso la rappresentazione- l’esperienza dell’essere piccoli e quella dell’essere grandi. Abbiamo guidato e sostenuto qualcuno e siamo stati guidati. Abbiamo sentito le sensazioni nel corpo, le emozioni, abbiamo rivissuto i ricordi. Abbiamo rappresentato anche l’essere coppia di genitori che insieme presentano al loro piccolo la vita e via via gli lasciano sempre più autonomia fino a “lasciarlo andare”, con Serenità, Amore e Libertà.

Una serata molto speciale, che può essere considerata un piccolo assaggio dei laboratori genitori che vogliamo proporre il prossimo anno. Laboratori esperienziali, tra gioco, parole e rappresentazioni, per aiutarci a vedere ciò che è, sperimentare e mettere in pratica aggiustamenti e alternative. Perché effettivamente la prima cosa necessaria per educare un bambino è davvero educare Se Stessi… con calma, tranquillità e un sorriso.

 

Irene

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