Sono appena rientrata da un “viaggio” molto particolare.

Siamo partiti venerdi mattina in macchina, con la nostra labrador e nostra figlia che frequenta la comunità di educazione libertaria ” I salta fossi”, a Cadriano, per scendere fino al cuore della Puglia, nella Comunità agricola di Urupia.

Qui, in un contesto sicuramente particolare e piacevole, ho partecipato per la prima volta al convegno del REL (Rete  per l’Educazione Libertaria ) e ho respirato per pochi giorni qualcosa di eccezionale!

Ci sono andata un po’ come genitore interessato a entrare meglio in questa prospettiva educativa, per sentire parlare le altre famiglie, per incontrare bambini e bambine di tutte le età, anche ragazzine già uscite da questo percorso e inserite nelle scuole superiori. E un po’ come educatrice, pronta a cogliere suggerimenti, idee, magari collaborazioni per il mio percorso e  per il nostro Nido blu.

Quello che ho trovato è stato un incontro tra grandi e piccoli.

Un vero, magico scambio fatto di parole ma soprattutto di gesti, di attenzioni, di accoglienza sincera.

Il tempo era piovoso e freschino, lo spazio enorme fuori e senza “confini”, ristretto e da condividere al coperto.

Posto bellissimo immerso nella natura ma fango ovunque… alberi, terreni, cani e gatti e galline liberi tutti insieme!

Eppure per tre giorni sono stati insieme una cinquantina di adulti (genitori, educatori, persone interessate in vario modo) e bambini a partire dai primi mesi fino a 12-13 anni.

Mi sono accorta solo ripartendo che per tre giorni noi grandi ci siamo incontrati, abbiamo fatto convegni, scambi, pranzi e cene…

Abbiamo visto video e ascoltato relatori, persino il nipote di Neil della scuola di Summerhill con tanto di traduttore … abbiamo fatto gruppi di lavoro su temi particolari… abbiamo suonato e ballato… abbiamo scelto, ognuno di noi, quando e come partecipare, con chi creare  relazioni e  quando non aver voglia di partecipare.

In tutto questo i bambini hanno giocato, si sono conosciuti e hanno esplorato i campi di olivi. Hanno scavato nella terra rossa, manipolato e costruito un fantastico percorso con vasca dell’acqua e diga. Si sono arrampicati nella casetta sull’albero, si sono scambiati vestiti, libri, parole, racconti. I più grandi hanno cantato e suonato con noi. C’è chi ha tenuto un laboratorio o solo aiutato o imparato a fare maglia a dita e favole a manovella. Chi ha incontrato il mio cane con una leccatina sul naso, chi ha imparato che non era giusto tirarle le orecchie o farle la doccia.

Ogni tanto qualche piccolo si “perdeva” un po’ in tutto quello spazio ma rivolgeva uno sguardo ad un adulto e veniva ascoltato, incontrava un bambino più grande e veniva riportato alla tenda.

Per tre giorni non ho sentito sgridare, non ho visto nessuno litigare per avere qualcosa o perdere la pazienza per mangiare nella tavolata comune. Nessun adulto che “teneva”  l’incontro si è sentito infastidito dalla presenza dei bambini che intanto giocavano, entravano e uscivano dalle sale facendo ovviamente rumore o magari domande.

Ho visto una sala piena di adulti che facevano domande ai bambini sulla loro esperienza a scuola e questi ultimi rispondere con pazienza a tutte le nostre curiosità e paure.

Ho visto “persone” di tutte le età aperte verso il nuovo, verso l’avventura, senza il bisogno di tenere sotto controllo qualcuno.

Insomma, quello che mi porto da questa esperienza è sicuramente la parola FIDUCIA nella vita, nei bambini, nel sperimentare;

la parola  LIBERTA’ di lasciare che i piccoli siano se stessi e non seguano le orme di nessun altro, che esplorino da soli i loro incredibili talenti e possano scegliere, diventando persone in grado di cambiare quello che non piace loro e lottare per  i propri diritti;

infine la parola  la RESPONSABILITA’, di leggersi dentro e capire quanto delle nostre paure, dei nostri limiti e dei nostri dogmi siano SOLO NOSTRI e con grande amore possono rimanere tali senza passare ai nostri piccoli.

Ho compreso che una grande libertà presuppone una altrettanta  responsabilità delle proprie azioni e dei propri pensieri.

Stavo per partire quando ho incontrato un bimbo di 3 anni che si aggirava un po’ triste con un libricino in mano.

Mi abbasso per guardarlo negli occhi: “Ciao, hai bisogno?”

SI…

“Posso aiutarti? mi sembri un po’ triste…non trovi la mamma?”

NO. SOLO NON HO NESSUNO PER LEGGERE QUESTO LIBRO.

“Io te lo leggo volentieri. Sediamoci.”

Troviamo un posto tranquillo, io, Gabriele e la mia fidata cagnona che non mi ha abbandonato nemmeno durante gli incontri in “aula”! Prendo il libro in mano e mi preparo a leggere questa semplice storia di dinosauri.

Lo faccio tutti i giorni! Sono sicura di farlo contento, di farlo “bene”!

Lui si siede proprio addosso a me, sposta la zampa del cane che è finita sul libro e con molta gentilezza senza togliermi il libro che con tanto slancio ho aperto, mi illustra: “Questa è la mamma. Questo il papà col collo grande. Questo il bimbo. Qui c’è un’altro bimbo, è più piccolo. Questo lo zio. Questo un amico”.

Sfoglia in un attimo tutto il libro dove brontosauri e t-rex sono parenti in varia misura, poi chiude e senza dire una parola se ne va soddisfatto.

E io rimango a pensare: ma cosa credevo di dover fare…di dover salvare… di dover essere…

Lui che aveva un bellissimo regalo con la sua storia di famiglia allargata e cercava qualcuno a cui donarla!

Grazie mille per tutti gli incontri.

Pamela

Per chi desidera una buona lettura intorno al tema di educazione democratica o libertaria ecco  un paio di libri tra i tanti titoli validi, per una volta di autori italiani (disponibili nella biblioteca del Nido):

– Liberi di imparare di Francesco Codello e Irene Stella

– Il coraggio di insegnare di Simone Piazza

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