Il mese di luglio è sempre una esperienza che un po’ si discosta da tutto quello che succede durante l’anno… Solo un pochino.

Perché arrivano energie nuove, qualche nuova famiglia, più spesso rientrano bimbi che sono stati uno o due anni alla materna. E poi ci siamo noi, che ci rinnoviamo a nostro modo con una voglia differente di giocare e fare festa… tra un week end al mare e un tuffo in piscina… perché l’estate è anche questo!

E allora al Nido Blu arriva la pagliaccia Fischietta che propone laboratori e momenti di spettacolo, ma che è anche una nuova dada quando si toglie il naso rosso!! E il  dado Walter, accolto dai bimbi con grande entusiasmo perché porta la musica, il tamburo grande, le sue acrobazie e il suo sorriso sempre accogliente e che sostiene ogni loro slancio.

194In tutto questo ci sono momenti in cui mi fermo ad osservare e a tirare qualche filo di questa esperienza che ormai dura da quattro anni in questa struttura, ma ben di più nella nostra esperienza educativa.
E oggi la cosa che mi ha colpito di più è stata la FIDUCIA.
Quella fiducia vera e profonda che molto, troppo spesso i bimbi nuovi o che ritornano devo riconquistare. Chi ci mette due ore, chi un giorno,  chi una intera settimana… Ma quasi sempre qualcosa accade.
Non parlo della fiducia in noi, persone più o meno conosciute, intendo la FIDUCIA NELL’ASCOLTO.
L’ascolto vero e attento dell’amico che gli sta proponendo uno scambio o dicendo che proprio non piace quel modo, quella richiesta. Ascolto di chi propone loro qualcosa ma lasciando sempre la possibilità di dire di no, o di farla diversamente, o di proporre un accordo.
Ascolto di se stessi, di ciò che sentono venire da dentro come un ritmo, la voglia di ballare o di sdraiarsi, di cercare un amico o di star da soli.
Ecco, questo va quasi sempre ricostruito perché si sono abituati a proteggersi, a lamentarsi prima di ascoltare, a difendersi da una richiesta chiudendosi in un pianto, un capriccio o un urlo invece di sostenere il loro sentire. non tutti, ovviamente.
208È bello vederli pian piano ritornare a parlare nel cerchio, a darsi il tempo di stupirsi e incantarsi, di rilassarsi in una grassa risata ma più di tutto, di lanciarsi nel mezzo per fare qualcosa che viene chissà da dove ed e’ davvero meraviglioso vederli discutere tra loro e trovare una soluzione inaspettata che soddisfa tutti.
Come mi ha detto un papà, vederli tornare serenamente se stessi.
Per questo facciamo i campi estivi, nonostante la stanchezza, per ritrovarci anche noi a fine anno, serenamente fedeli alla nostra idea di Atelier dei Piccoli, a verificare quanto la coerenza porti sempre con se la fiducia.

Pamela

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