I grandi maestri dicono che nel futuro ci cureremo con i colori, i suoni e la luce.
Ogni tanto qualcuno ci chiede quale sia il metodo dell’Atelier dei Piccoli, la sua ”impostazione pedagogica” … In effetti ce lo chiediamo anche noi a volte! E una domanda è sempre una buona occasione per fare un po’ di luce e prendere consapevolezza delle proprie azioni e aspirazioni. Dunque, proviamo a raccontarci un po’, osservando il punto della strada in cui siamo in questo momento.
La premessa è che siamo in cammino, osserviamo, ci trasformiamo, cresciamo come gruppo di lavoro assieme ai bambini e alle famiglie. Ora più che mai, visto che dal prossimo anno cominceremo una nuova, grande avventura con il percorso laboratoriale per la fascia di età 3-6 anni. Le nostre riflessioni di oggi non sono un punto d’arrivo e continueranno ad evolversi, sono solo una fotografia del momento presente e un desiderata per il futuro prossimo.
L’Atelier dei Piccoli nasce dall’incontro di tante idee, esperienze e persone e non si rifà a un’unica impostazione. Osserviamo ciò che abbiamo attorno, sperimentiamo ciò che ci risuona e vediamo se fluisce… Cerchiamo di tenere un’armonia e un senso dell’insieme. A volte trasformiamo oppure lasciamo andare. Ogni anno qualcosa cambia in noi e nel nostro modo di lavorare perché siamo in crescita o forse perché fare le cose sempre nello stesso modo ci annoia. Quindi aggiungiamo, togliamo, pastrocchiamo… come un pittore sulla tela o un compositore con le note, fino a far uscire qualcosa che ci ispira e ci piace.
Perché all’Atelier lavoriamo con qualcosa che ci piace.
E allora, ecco un po’ di colori e suoni dell’Atelier:
- L’educazione Libertaria, per cui accompagniamo la crescita dei bambini, non li guidiamo verso una meta già decisa da noi ma ascoltiamo i loro bisogni e inclinazioni. Non chiediamo ai bimbi piccoli cosa vogliono, non gli diamo responsabilità da grandi, ma semplicemente li osserviamo… Per capire, per trovare spunti e idee. Ci mettiamo in cerchio per poterci guardare negli occhi e leggerci dentro. E poi diamo voce alle energie e alle voglie che sono nell’aria. Nel rispetto di bisogni e aspirazioni di ognuno. E ogni volta ci mettiamo in discussione perché nell’educazione libertaria si osserva la situazione, si ascoltano le persone, si cercano insieme le soluzioni e si sperimentano. Non ci sono risposte pre-confezionate, non ci sono schemi che si ripetono perché hanno funzionato una volta.

- Ci piace Zavalloni e la sua Pedagogia della Lumaca… Al punto che abbiamo trascritto sui muri del nido quelli che per lui (e anche per noi) sono i diritti naturali dei bambini. Come il diritto a sporcarsi, a guardare un tramonto, ad arrampicarsi, ai profumi e agli odori, al silenzio e alla parola, al selvaggio e alla libertà, al sole, alla luna e alle stelle. Il diritto all’ozio e a un buon inizio, all’uso delle mani e a poter stare nelle piazze e nelle strade. Il diritto alle sfumature, ai momenti non programmati, ai rifugi nel bosco e al soffio del vento. Perché da piccoli si hanno tanti diritti e occasioni per ricevere amore e nutrimento, nella più ampia accezione possibile di questi termini.
- Abbiamo presente il pensiero di Steiner sulle fasi di vita e la biografia. Amiamo i colori, i tessuti, le arti, il legno e la fantasia di due mani pronte a creare qualcosa. Ci appassiona l’attenzione al buono, al bello e al giusto… L’importanza di crescere i primi anni in un ambiente percepito come BUONO ed integro. Un ambiente che accolga, protegga e sostenga il bambino, che non lo esponga al mondo troppo in fretta ma gli permetta di GIOCARE. Accompagnando il bambino passo passo, per poter arrivare al BELLO nell’incontro con il mondo, con la scuola, per poter sperimentare l’armonia nei passaggi tra il proprio nido famigliare e l’ambiente scolastico, il gruppo dei pari. Fino a poter sperimentare un mondo GIUSTO, in cui le cose sono al proprio posto, ognuno può soddisfare i proprio bisogni reali e rispondere di diritti e doveri. Ogni persona sperimenta queste qualità da piccolo e poi le ritrova da grande in altre fasi successive e corrispondenti. Perché ognuno di noi ha poi la possibilità di aggiustare, arricchire, scoprire e sciogliere nodi. Nel corso del viaggio chiamato vita.
- Ovviamente al Nido Blu amiamo il bello, l’arte, la creatività e l’espressività… E allora ogni giorno al nido ci sono laboratori espressivi, creativi, artistici, naturali, ludici, pittorici, manipolativi, di riciclo e teatro. E tanti libri, racconti, letture perché nella narrazione ci ri-conosciamo, diamo un senso e un ordine alla realtà. Un libro è una coccola. Ogni giorno alcune dade progettano e propongono (non impongono) dei laboratori e altre seguono e appoggiano la proposta delle colleghe, di modo che ognuno possa coprire entrambi i ruoli nel corso della settimana e le proposte rivolte ai bimbi siano le più variegate e ricche possibili.
- Sosteniamo il diritto al corpo, alla fisicità, al movimento, al gioco, a riconoscersi e trovarsi nella corporeità, specialmente per i bimbi piccoli. Per farlo all’Atelier ogni settimana propone l’acquaticità in piscina, la psicomotricità relazionale, la danza espressiva e la biodanza, oltre a giochi motori e senso-motori. Tutta questa ricchezza di proposte è frutto di anni di formazione e lavoro da parte dell’equipe dell’Atelier. Rispetto all’acquaticità ci siamo
formati con la scuola francese con la sua attenzione al ludico e il metodo Fernandez con la sua qualità di ascolto profondo e fiducia. Dalle formazioni iniziali il gruppo di dade-istruttrici ha poi sviluppato un approccio all’acqua “Atelier” grazie a oltre 20 anni di esperienza nell’acquaticità con bimbi piccoli e famiglie. Amiamo la danza come canale espressivo e come celebrazione della vita sulla scia delle parole di Rolando Toro, creatore della biodanza. Al Nido Blu poi ogni anno presentiamo alle famiglie e ai bimbi il percorso di Psicomotricità Relazionale che permette ai bimbi di giocare con le loro emozioni, i loro nodi e i loro desiderata. L’Atelier è inserito in rete con una piscina e una palestra e anche grazie a questa vicinanza fisica e alla condivisione di alcuni spazi e professionalità comuni riusciamo davvero a dare ampio respiro e importanza alla parte di gioco motorio e senso-motorio. Pensiamo che il corpo e la fisicità siano dei canali privilegiati per poter conoscere e sviluppare l’interezza della persona nella fiducia, nell’attitudine ludica e nella leggerezza. Stiamo nel corpo e nelle emozioni, sentiamo l’energia… Di modo che i bambini possano fare, esplorare e piano piano affacciarsi alla vita.
- Un altro punto saldo è il nostro rapporto col Fuori e con la Natura. Amiamo uscire in tutte le stagioni, con tutti i tempi… perché per noi non esiste un cattivo tempo, ma un cattivo equipaggiamento! Stiamo fuori per sperimentare, per conoscere… ma anche solo per respirare, per stare, per apprezzare ciò che c’è… Naturalmente, senza sforzo. Abbiamo un giardino molto bello al Nido Blu, con capanne, cespugli e alberi a misura di bambino dove è possibile arrampicarsi. Abbiamo tane, tronchi e tronchetti in cui sedersi, giocare, saltare, nascondersi. Ci sono le more senza spina, l’uva, le erbette aromatiche, i fiori e le foglie da assaggiare, annusare, ammirare… e il prossimo anno avremo un nuovo spazio all’aperto che si aggiunge a ciò che c’è già in cui realizzeremo anche un piccolo orto giardino! Al Nido Blu giochiamo con il fuori e con il dentro, qualche volta siamo un po’ matte e ci piace portare il fuori dentro e ad esempio.. riempire una stanza di terra per giocare! E Ci piace andare in gita! In un parco, in un’oasi ecologica, nel prato vicino al nido, a vedere i treni, a farci un giro… per esplorare ciò che c’è attorno a noi e farlo conoscere ai bimbi e restare incantate nel vedere i loro occhi che incontrano il mondo.
Siamo contenti che l’outdoor education sia ormai un aspetto riconosciuto e diffuso, siamo
anche consapevoli che apprezzare davvero tutta la bellezza e la semplicità del “fuori” non sia scontato. Mangiare seduti sul prato, correre a piedi nudi, tirare fuori la lingua per assaggiare la pioggia, uscire tutti i giorni, raccogliere una mora e mangiarla subito, senza lavarla… a volte viene spontaneamente, ma se ci siamo allontanati o non siamo cresciuti a contatto con la natura andiamo accompagnati in questo “riavvicinamento”. Spesso noi grandi siamo i primi a dover essere “rieducati” alla natura… Per i piccoli è più semplice, specialmente se non sentono resistenze da parte nostra. Perché in fondo siamo fatti della stessa materia di alberi e cielo.
- Ci ispira la Montessori con la sua meticolosa cura degli spazi e ai materiali. Sosteniamo le autonomie dei bimbi dando loro la spazio e il tempo di potersi sperimentare e poter conquistare, giorno dopo giorno, nuovi piccoli, grandi traguardi. Facciamo molta attenzione a una qualità degli spazi che sia bella, utile e funzionale… Ci piace comunque ogni tanto dare spazio all’improvvisazione e alimentare la fiducia che sta dietro all’affidarsi a ciò che c’è nel momento presente.
- Abbiamo preso tanti spunti dalle autrici di “Persone da zero a tre anni”, Elionor Goldschmied e Sonia Jackson, a partire dall’idea del cestino dei tesori fino al gioco euristico. Perché crediamo fermamente che non ci sia un solo modo per vivere un gioco, ma al contrario, pensiamo che materiali e oggetti di vario tipo siano ponti e trampolini per slanci di creatività e fantasia. E soprattutto ci piace la sensibilità che vediamo dietro a un concetto come “Persone da zero a tre anni”. Perché non sono semplicemente “bambini piccoli”, ma persone competenti, portatori di emozioni, sentimenti, capacità, bisogni e desideri.
- Spesso guardiamo alla realtà attraverso le intuizioni di Hellinger e del suo sistema di “Costellazioni Familiari” e i suoi ordini dell’amore, per cui un sistema funziona bene se vengono rispettati precisi ordini. Ordini di appartenenza, di inclusione, di arrivo. Parliamo di qualunque tipo di sistema, che sia familiare o lavorativo. Ogni anno rinnoviamo con le famiglie un “patto educativo”, su spunto delle costellazioni familiari e della pedagogia sistemica di Rupa Rodriguez: ci posizioniamo così nel nostro ruolo di educatori, al servizio delle famiglie, senza rinunciare alla bussola che ci guida, il nostro “Crediamo che”. Abbiamo molto chiaro che per i bimbi la mamma e il papà sono l’insostituibile Re e Regina del loro personalissimo Regno abitato da fate, gnomi, draghi e mostri. Noi dade siamo i cavalieri, supportiamo il Re e la Regina nel duro compito di governare con amore e equanimità il regno. Perché ognuno ha la sua parte e il suo ruolo. I genitori vengono prima di ogni altro e offrono amore, appartenenza e ri-conoscimento come nessun altro. I bisogni affettivi dei bambini sono nutriti dall’amore dei genitori. L’incontro con il mondo attraverso la scuola -nel nostro caso un nido- offre un luogo stimolante dove crescere e sperimentarsi, incontrare amici e compagni di viaggio, sperimentare giochi nuovi che siano con la musica, con la creatività o con l’acqua. Ma i bimbi “appartengono” alla mamma e al papà, vengono amati e protetti da loro… Finché non diventeranno abbastanza grandi da poter camminare nella vita autonomamente. Ma la mamma e il papà restano sempre un’isola a cui poter tornare.

Attraverso le costellazioni a volte riusciamo a capire perché un bimbo si comporta in determinate maniere e così possiamo accompagnarlo e sostenerlo. Capiamo che nessun uomo o donna è un’isola, ognuno di noi ha dietro di sé un sistema familiare complesso, un fiume di generazioni che cercano di sostenersi al meglio nella vita. Per questo quando accogliamo un bimbo in realtà cerchiamo di accogliere l’intera famiglia.
Abbiamo chiaro che ogni bimbo e bimba ha i migliori genitori del mondo possibili, perché ognuno ha la sua storia in questa terra, ognuno ha la sua strada da percorrere tra insidie, bivi e scoperte. Ogni vita è unica e irripetibile. Ogni viaggio nella genitorialità è speciale e ha un suo senso, un suo perché. Non esiste il modo “giusto” di essere genitori. Non siamo qui per insegnare questo a nessuno. Siamo qui al nido Blu per creare un luogo accogliente e sicuro dove poter lasciare qualche ora i propri bambini; siamo qui per ascoltare un dubbio, offrire un conforto, una presenza dei suggerimenti o qualche dritta pratica; siamo qui anche per offrire sguardi e visioni, proporre percorsi e laboratori per adulti che vogliano esplorarsi e crescere.
- Quest’anno ci siamo confrontate con la realtà dei centri 0-6 tedeschi e il loro metodo Open Gruop. Ci siamo ritrovate in tanti aspetti. Ci hanno raccontato che alla base c’è la fiducia verso i bambini e il loro ben-essere. Gli educatori utilizzano la loro alta professionalità per sostenere la libertà dei piccoli. “Aprire le porte, aprire il gruppo” come metodo non vuol dire anarchia o niente regole, ma una grande responsabilità da parte dei grandi che riflettono, preparano, accolgono e sostengono i piccoli. Le attività sono proposte, e non imposte, c’è spazio per le domande dei bambini e alcune regole si costruiscono insieme. Rimangono i no, pensati e ragionati, non detti per il bisogno di controllo degli adulti. L’Open Group come metodo è “pensare apertamente”, deriva dalla pratica e coinvolge i rapporti personali. La democrazia, la partecipazione e l’autodeterminazione sono alla base della progettazione. Si valorizzano le differenze di ognuno e la libertà di relazione, si sostiene un coinvolgimento attivo per cui il gruppo non può essere troppo numeroso, pena una reale partecipazione. I bambini possono scegliere spazi, tempi e attività, spesso gli educatori sono legati a uno spazio e non a un gruppo di bambini: all’avventura del prossimo anno proveremo a sperimentare questi spunti e vedremo come si trasformano nel lavoro di squadra del Nido Blu.
Perché naturalmente la differenza la fanno le persone, non le teorie.
Dade, bambini, famiglie, persone. Ognuno porta la propria qualità di colori e suoni diversi al Nido Blu, che cerchiamo di intrecciare insieme con armonia. Vediamo cosa fluisce e cosa stride. Quando qualcosa non funziona ci fermiamo ad osservare per capire. Siamo grati alle persone, ai progetti e alle iniziative che ci offrono stimoli e riflessioni per crescere. Pensiamo che l’unico metodo per accompagnare e prendersi cura di qualcuno è farlo prima di tutto con se stessi, sapendo che si è in un processo, non si hanno certezze e quando pensi di averle… Bhe, ripensaci!
Siamo in viaggio, ci godiamo la strada, consapevoli che ogni passo nasce dalla perdita dell’equilibrio.
Vi e ci auguriamo Buon Cammino e Buone vacanze, in luoghi di pace e bellezza
Irene




