Il tema dell’anno è sempre qualcosa di strano: un’idea, una ispirazione, un pensiero condiviso e soprattutto il filo conduttore che in qualche modo tesse la sua trama, da settembre a giugno, girovagando tra aquile e balene, tra nido e infanzia, tra Atelier e casa… portando suggestioni, riflessioni, doni.

Dopo aver preparato il terreno di questo Polo 1-6, seminato, ascoltato le radici immergersi per dare stabilità e osservato gli alberi crescere e le chiome spuntare e dare i propri frutti, dopo aver “lavorato” e seriamente giocato con l’unicità di essere ognuno un albero speciale ma in un bosco condiviso, ora ci sentiamo pronti per un anno “eggero”.

Un sogno che si può soffiare con fiducia e un sorriso, un desiderio di condivisione e coraggiose avventure che può lasciarsi portare un po’ dal vento, la voglia soprattutto di stare a guardare, immergersi nel sole, osservare il cielo e i bambini, le proposte ormai ben radicate che possono esprimere tutta la loro bellezza senza paura di modificarsi, contrarsi o espandersi con ciò che accade.

Il soffione è prima fiore giallo come il sole, poi bianco come la luna, attraversa il giorno e la notte, l’attività e il riposo. Da denso e colorato diventa trasparente come un pensiero e leggerissimo quasi fragile, può andare ovunque per portare nuova bellezza e nuove idee, per lasciare tanti semi inaspettati ovunque.

Con questa ispirazione inizia questo nuovo anno, lasciando andare ciò che non serve, lasciando gli ormeggi e le strutture rigide, immergendoci in una avventura divertente, coraggiosa, un po’ nuova e un po’ conosciuta e sperimentando ancora, planando con leggerezza, rimanendo con gli occhi aperti nel sole ma sognanti con la luna.

Esprimete un desiderio e via… la barchetta è già al largo!

Dada Pamela e le dade Ateleir

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