Vi parlerò di un gioco semplice.
Ci sediamo a cerchio sulle sedie e… uno, due, tre… con un ritmo, che la voce intona, si cambia sedia.
Chi per una volta non ha fatto questo gioco?!
Il gioco non vuole l’eliminazione di nessuna sedia, ma vuole la presenza di tutte e vuole il cambiamento. Ogni volta con un ritmo diverso mi siedo su un’altra sedia e qualcosa cambia… cambia cosa vedo e la persona seduta davanti e a fianco a me… cambia tutto!
(con la parola “ognuna” nel testo intenderò la persona)

E se in due vogliamo la stessa sedia?
Giocando si cerca di intendersi e trovare una soluzione… tanto nel prossimo giro si ricambia!
Da quale angolazione guardo? Cambio e ricambio per avere una visione a tutto tondo come il cerchio in cui ci sediamo.

E accanto a me chi c’è? Ogni persona prende una sua direzione, ma a fianco a me c’è sempre qualcuna e tutte le altre sono lì nello stesso cerchio.

E ora apriamo il cerchio e ognuna prende la sua sedia e la posiziona dove vuole nello spazio. Ogni volta un posto nuovo.
Cosa succede? Quante cose cambiano?
Il gruppo assume un’altra forma e con le varie posizioni disegna ogni volta una traccia diversa. Posso ritrovarmi vicina e lontana dalle altre. Quanto vicina e quanto lontana? Posso avere tanto spazio davanti o ritrovarmi di fronte al muro. La mia posizione la stabilisco io, ma quella delle altre no.
Come mi sento ogni volta con il nuovo disegno che creiamo nello spazio e con la mia propria posizione? Sapendo che tra poco si ricambia e che siamo sempre noi, le persone del cerchio iniziale!
Nuova traiettoria, nuovo fermarsi, nuovo guardare, nuove relazioni, nuovo sentire.
E tutto questo in un gioco semplice.

Il teatro include movimenti su varie direzioni, lo sguardo da diverse angolazioni, il buio e la luce, ritmi e melodie, i colori, i disegni di forme codificabili e astratte, la voce che canta, ride, parla, la poesia, la danza, le storie che accompagnano la vita umana, il passaggio dalle diverse emozioni creando diverse tracce senza dimenticare che la partenza è quel cerchio iniziale.

Giocare con il teatro dall’età dell’infanzia può contribuire ad affinare la sensibilità in modo che la persona possa vedere dentro un gioco semplice la continua trasformazione dell’esistenza che non esclude e che procede attraverso la relazione e il proprio cambiamento. Così quando il sipario apre, la persona integra ai suoi movimenti e ai suoi cambiamenti la maestria, la delicatezza, la gioia, la visione chiara e il suo sentire che la rende unica e parte dello stesso cerchio con le sedioline piccole.

Dada Thea
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