Cosa succede quando la musica smette di essere solo qualcosa da ascoltare e diventa qualcosa da muovere, toccare e vivere?
Questo per noi non è certo una esperienza nuova ma recentemente, abbiamo avuto una ospitate speciale, un’insegnante di musica e body percussion per un progetto  che ha coinvolto bambini, bambine e noi educatrici in un viaggio sonoro coinvolgente.
Abbiamo vissuto due incontri intensi, suddivisi per fasce d’età, dove il corpo è diventato il primo e più importante strumento musicale.
Prima di iniziare c’è stato il tempo prezioso della conoscenza. Attraverso una canzone di saluto nel nostro amato e rituale cerchio del mattino, ogni bambino ha esplorato la propria voce. Abbiamo scoperto che la voce può essere:
 alta o bassa, buffa o seria, triste, stancante, annoiata o esplosiva di gioia. Proprio come l’emozione che stiamo vivendo mentre la esprimiamo!
È stato un momento fondamentale per l’espressione emotiva: cantando il proprio stato d’animo, ogni bambino ha dato agli altri un pezzetto di sé e si è ritrovato parte del cerchio fatto anche di sguardi, di contatti, di corpi.
Dopo la  musica si è trasformata in una guida magica. Attraverso il gioco del treno, i bambini hanno imparato a leggere gli “stacchi” musicali non con i libri, ma con i piedi e le mani: seguendo semplicemente l’imitazione e il movimento della maestra, senza bisogno di parole e indicazioni verbali, i bambini hanno imparato a distinguere i momenti del ritmo.
 Attraverso l’ascolto hanno compreso quando battere le mani, quando fare una piroetta e quando “riagganciarsi” ai vagoni del treno.
La musica ha dato ordine al movimento, trasformando la coordinazione motoria in un gioco collettivo esilarante e un’ottima strumento alle dade per “recuperare” il gruppo giocando e divertendoci anche senza parlare!
E’ stato poi il momento di esplorare una musica più complessa, atta di 4 suoni diversi che sono stati presentati come quattro animali inventati da Eliana nel suo lungo viaggio da Palermo a Bologna.
Nel secondo incontro, l’esplorazione si è fatta più complessa e creativa. Siamo partiti dai suoni associati a movimenti abbastanza semplici delle mani per arrivare a una vera e propria “orchestra ritmica”: divisi in quattro gruppi i bambini hanno ripercorso la musica con tamburi, campanelli, ovetti musicali e bastoncini sonori.
Gli strumenti sono diventati una sorta di canto tra i bambini che hanno anche sperimentato a rotazione il ruolo di direttori d’orchestra.
Il ritmo ha contagiato anche noi! Tra i due incontri dedicati ai bambini, noi educatrici abbiamo partecipato a una formazione interna con Eliana e uno esterna organizzano a dal Testoni, dove abbiamo esplorato la body percussion o body music divertendoci moltissimo e scaricando tante energie ma anche imparando tecniche e giochi che ci permettono di mantenere vivo questo progetto ogni giorno.
L’esperienza non è finita con i saluti a Eliana che è ritornata a Palermo.
Le musiche e i giochi ritmici sono rimasti con noi: ora, durante i momenti liberi o le pause della giornata, capita spesso di mettere la musica del “treno” o degli “uccellini” e vedere subito i bambini dell’infanzia che si organizzano in autonomia e quelli più pinoli che con grande curiosità imitano, seguono e apprendono nello stesso modo in cui Eliana lo ha mostrato a loro. La musica è sempre un linguaggio comune che continua a ritornare nei laboratori di danza, di lavagna luminosa come introduzione o sottofondo nei momenti creativi e in giochi ritmici più organizzati.
grazie a Elina per questa bella, ricca e naturale esperienza.
Pamela
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