Il luogo comune vuole che si parli di PET education e ci si immagina bambini che corrono gioiosi e urlanti in mezzo ad un branco di animaletti coccoloni, affettuosi, tranquilli e disponibili alla relazione.
Ma questo non è certo l’idea educativa e conoscitiva che abbiamo, per fortuna in tanti, del contatto tra bambini e natura in genere.
Partirei dal fatto che la natura andrebbe integrata sempre nella vita dei bambini fin da piccoli semplicemente rimuovendo quelle barriere “adulte” che ci fanno intervenire e frapporci tra loro e la semplice esperienza di stare a piedi nudi nel prato, giocare con il fango, scoprire i piccoli insetti, e perchè no, incontrare ciò che è più normale al mondo: la Vita.
Qualche giorno fa stavamo rientrando con i bimbi materna dalla nostra mattinata in piscina passando dal giardino e mentre camminavamo in fila c’è stato un po’ di trambusto. I bimbi si sono fermati piuttosto agitati perchè c’era una coccinella a terra coperta di formiche.
C’era chi voleva salvarla, chi si spaventava, chi si stupiva, chi chiedeva spiegazioni.
Ci siamo fermati un attimo, ho detto loro che la coccinella era morta e che le formiche stavano facendo una cosa molto normale: la stavano mangiando ripulendo il giardino e nutrendosi.
Un attimo di stupore, nessuna reazione di disagio, solo una domanda:
” ma era già morta o l’anno uccisa loro?” – non lo so bimbi, penso fosse morta, ma dovremmo informarci su cosa mangiano le formiche e forse possiamo capire meglio
”poverina” – e già, ma anche noi mangiamo giusto?
Parlo da persona che mangia con rispetto degli animali, ma la natura va raccontata, incontrata, vista, conosciuta e soprattutto rispettata.
Poco più in là dei bimbi grandi hanno visto due coccinelle insieme:
”dada due coccinelle litigano”
“No, forse si stanno abbracciando” – si, forse si amano ma sono così piccole, è difficile per noi riuscire a capire osservando cosa provano e cosa succede. Non le tocchiamo, non le disturbiamo, possiamo solo lasciarle tranquille.
Da qui comincia l’educazione al rispetto, alla scoperta, all’incontro. Senza dare false risposte e certezze, senza trasmettere che l’umano possa mettere becco in ogni questione, senza credersi migliori e con più diritti.
E allora i nostri incontri di PET sono stati laboratori dove affinare queste capacità, dove aprire dialoghi, dove lasciarci stupire e dove immedesimarsi nell’altro e anche a volte nell’animale. Per aprire lo spazio ad un vero ascolto e tanta cura quando gli animali li abbiamo incontrati davvero al maneggio e a scuola ma togliendo l’aspettativa che fossero li per nostro uso, per farsi toccare e gestire, per darci soddisfazione. Erano amici in visita o animali a casa loro e noi gli ospiti e anche questo cambio di prospettiva è stato molto interessante.
Ho scelto di iniziare il percorso dalla scoperta autonoma di alcuni albi illustrati che trattano in modo diverso e a volte comico l’incontro tra cane e bambino come il meraviglioso:
”Ti aspettavo da tanto”, dove è il cane che parla di come ha trovato il suo umano e come lo sta educando. I bambino lo capiscono verso la fine se accompagnati e da li può partire un divertente gioco dove i ruoli sono ribaltati. Abbiamo allora camminato come cani, ci siamo incontrati rispettando le traiettorie, abbiamo imparato a comunicare in modo efficiente con il non verbale usando la postura e i piccoli movimenti simulando anche orecchie e code con dei cerchietti divertenti.
Abbiamo giocato con le emozioni riconoscendo le nostre e quelle delle foto dei cani e poi ci siamo immedesimati attraverso la musica ed esprimendole con il corpo muovendoci a quattro zampe.
I bambini sono davvero speciali perchè non fanno finta, loro si trasformano realmente e sentono moltissimo con il corpo e attraverso le interazioni e questo li porta velocemente in sintonia con gli animali e in una comunicazione di cuore meravigliosa.
Ci siamo divertiti moltissimo, abbiamo ballato, riso, pensato, ci siamo stupiti e a volte è stato difficile quando abbiamo messo in scena lo storia di Odri e della paura del vento, e di tutto ciò che ci veniva in mente nascondendoci dentro le tane insieme agli amici. Per poi correre di nuovi liberi e sereni.
E infine abbiamo imparato che non tutti amano essere toccati, proprio come noi, non tutti sono esuberanti e energici, proprio come noi, alcuni desiderano tempi più lenti, un legame più profondo ma tutti abbiamo bisogno di conoscerci, di cura e rispetto e di amore, sia che siamo bambini, adulti, animali o piante.
Una delle nostre storie è infatti finita in modo improvvisati tutti abbracciati alla grande mamma Quercia che ha accolto lacrime, sorrisi e paure!
Dada Pamela








