L’argilla è uno dei materiali che più si presta al concetto di trasformazione e di metamorfosi; è versatile, carezzevole al tatto e ha vere e proprie proprietà antistress.

Il laboratorio dell’argilla di quest’anno è partito a marzo con piccoli gruppi di età mista nido e materna che si sono ritrovati ogni martedì mattina. 

Durante questi mesi i bimbi hanno esplorato le diverse consistenze che questo materiale così flessibile ci offre, un vero e proprio caleidoscopio di possibilità infinite! Quando all’inizio i bimbi entravano nella stanza dell’officina, indossando solo slip e canottiera o body e pannolino, l’argilla era a terra, sotto forma di un grande blocco, della consistenza ideale per essere impastata: morbida, plastica, malleabile e disponibile ad ogni deformazione, plasmabile con le dita e ben  disposta ad accogliere tracce e impronte. Senza la presenza di altri strumenti oltre al proprio corpo, i bambini hanno esplorato l’argilla facendo buchi con le dita, schiacciandone piccoli pezzi tra le mani o sotto i piedi, facendo delle palline di diverse dimensioni per poi contarle o dei serpentelli. 

Poi è arrivato il momento di sperimentare un’altra consistenza, così abbiamo lasciato l’argilla sott’acqua per alcuni giorni ed ecco accadere una piccola magia: l’argilla ha assunto un aspetto informe, molliccio, vischioso, appiccicoso e inafferrabile, perfetta per essere spalmata su tutto il corpo per apprezzarne freschezza e morbidezza! 

Ma cosa succede se invece lasciamo l’argilla all’aria, completamente senza acqua?                 Si trasforma un’altra volta! Diventa secca, ruvida, dura e molto fragile. E se proviamo a strofinare su questo grosso sasso delle grattugie? Otteniamo una polvere chiara e finissima, piacevole al tatto e perfetta per i travasi!

Vedere lo stupore negli occhi dei bimbi nello sperimentare queste metamorfosi di questo materiale tanto amato è stato bellissimo e nutriente. 

Usare parti del corpo come materia e strumento espressivo riserva sempre un sacco di sorprese, bellezza e magia! 

L’argilla e la mano,

sentire e ascoltare, 

toccare ed essere toccato, 

stringere ed essere afferrato, 

imprimere ed essere impresso!

Dada Valeria



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