Anche quest’ anno all’ Atelier sono stati aperti bottiglie e tubetti e fiumi di tempera colorata hanno catturato l’attenzione e l’immaginazione di bimbi e bimbe.
L’ epoca della pittura, guidata di volta in volta da varie Dade, si è sviluppata in più fasi, distanziate nel tempo l’una dall’ altra, ciascuna pensata e rivolta a fasce d’età differenti. Come spesso raccontiamo a chi ce lo chiede, la forza del polo educativo 1-6 anni non sta’ solo nella condivisione di esperienze di bambini di età differenti, in cui i talenti e le capacità di grandi e piccoli si incrociano, si sostengono e si potenziano in una naturale armonia, ma anche nel pensare e dedicare per ogni fascia d’età momenti mirati a stimolare e incrementare competenze e curiosità nella “giusta misura”.
Ed è basandosi su tale progettualità che sono stati proposti gli incontri di pittura.
Si è partiti dalle basi, dai tre colori primari, proposti solo al gruppo del nido, in un’ esperienza libera, destrutturata, durante la quale i bimbi hanno potuto immergere le mani nel colore, paciugare, sporcarsi, stupirsi del proprio segno lasciato sul foglio.
Per il gruppo del primo anno è stata, nella sua semplicità, un’ esperienza di scoperta, mentre per il gruppo del secondo anno diciamo che è stato un “ripasso” di un percorso già iniziato lo scorso anno.

In un secondo tempo la proposta è mutata e si è rivolta ad un gruppo differente, ha coinvolto nuovamente i bimbi grandi del nido a cui si sono uniti i piccoli della materna. Il progetto si è strutturato di più, di pari passo con la crescita delle loro competenze, e sono apparsi i colori secondari.

Nel corso dei laboratori è stata data la possibilità di dipingere sia sul piano orizzontale, sia su quello verticale, e ogni colore è stato proposto due volte, prima presentato “a corpo”, poi scisso nei due primari che lo compongono così da offrire la possibilità di sperimentare la magia che scaturisce dal mescolarsi delle varie cromie. Anche il modo di dipingere è mutato: al libero utilizzo di dita e mani si è affiancata la possibilità di usare morbide spugnette, strumento piacevole per le mutevoli tracce che può lasciare, nonché utile per quei bimbi che non provano grande piacere nello sporcarsi.

Infine è arrivato il momento dei medi e dei grandi della materna, e qui la proposta è mutata esponenzialmente. A questo gruppo è stata data la possibilità di sperimentare tanti colori allo stesso tempo, primari secondari e terziari, con la libertà di sceglierli secondo il proprio desiderio. Ogni incontro ha mirato a coinvolgere, divertire, stupire, ma anche a “strutturare” un po’. È stato spiegato al grupp, nel momento del cerchio, che per ciascun incontro ci sarebbero state regole da seguire al fine di ottenere un risultato finale, che in alcuni casi hanno potuto portare a casa. Indicando con precisione come eseguire di volta in volta l’ attività si è mirato a incrementare la loro capacità attentiva e l’ abilità manuale fine, a regolare l’ impeto modulando le emozioni con la concentrazione, a imparare piano piano a riconoscere il valore di un’ indicazione mirata all’ottenimento di un risultato. Ed è su queste basi che si sono sviluppati i 6 incontri durante i quali il gruppo ha dipinto con palline da ping pong, pluriball, pellicola trasparente, fili di lana,….

In ciascuna delle tre fasi di questo progetto di pittura ha fatto da filo conduttore il libro “Farfalla” di B. Tognolini e A. Abbatiello, poetico ed evocativo, molto amato e atteso all’ inizio di ogni incontro.
L’ entusiasmo in ogni occasione è sempre stato notevole, sia da parte dei bimbi e delle bimbe, sia da parte di noi Dade che abbiamo potuto affiancarli in questo percorso dalle tante sfumature.
Dada Ilaria
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