Il verbo “eurisko” significa “riuscire a scoprire”.
Questo è tutto il mondo di un bambino dall’anno di età, purchè ne abbia l’occasione!
Il gioco euristico vuole essere un approccio, più che uno schema di lavoro, per andare incontro alle esigenze dei bimbi in modo creativo, stimolante, il più possibile spontaneo e autonomo.
Raccontato semplicemente, consiste nel mettere a disposizione di un piccolo gruppo di bambini, dai 12 ai 36 mesi circa, un gran numero di oggetti e di contenitori, per un tempo definito (solitamente intorno alla mezz’ora) in un ambiente silenzioso e libero da altri stimoli.
E’ importante che gli oggetti siano i più vari e naturali possibili, così da offrire ampi stimoli sensoriali e da non indurre in percorsi pre costituiti (come per i giochi didattici dove è già stabilito lo scopo). Perfetti tutti gli oggetti di uso comune in ogni casa (attrezzi da cucina in legno e metallo, cucchiai di diverse fattezze, spazzole di vario tipo, pettinini, bigodini, presine, tappi di sughero e di gomma, anelle per le tende, catenelle varie, pon pon e nastri di tessuto, vecchie chiavi, mollette da bicato…), elementi naturali (castagne, noci, ghiande, mele cotogne, grosse conchiglie, pigne…), grosse perle di diversi materiali e colori, tante scatoline e contenitori diversi per dimensione, forma e materiali.
La scelta di questo metodo educativo vuole sostenere l’apprendimento del bambino per se stesso anziché per compiacere l’adulto di riferimento. Durante l’attività infatti, l’educatrice rimane “fuori” dal gioco come osservatrice discreta e stupita della loro genialità!
E’ quindi con vero entusiasmo che i nostri bimbi accolgono la proposta del gioco euristico una volta sperimentata, come un momento dedicato a se stessi, senza intrusioni, senza giudizio e con la rara possibilità di essere completamente assorti nel loro fare come scienziati all’opera!Allo stesso tempo ciò richiede capacità di mettersi in gioco e di concentrazione, e una buona dose di autonomia dall’adulto! Non è sempre un percorso ovvio o semplice, ma richiede pazienza e fiducia da parte di entrambi.
Osservando i bambini per 30-40 minuti immersi nelle loro attività, è incredibile vedere come sono serie mentre selezionano spontaneamente tra tanti oggetti, scegliendo con quali fare le loro prove. Osservando, manipolando, scambiando, travasando, misurando e riconoscendo una grande quantità di dati. Totalmente liberi dall’idea del fallimento, perché ogni azione è una occasione di apprendimento ulteriore o di conferma. Così assorti nelle loro attività personali, i più piccoli sono silenziosi e vicini tra loro ma chini sugli oggetti, mentre i più grandicelli iniziano a volte delle collaborazioni soddisfacenti ma senza mai entrare seriamente in conflitto.Se il lavoro è stato soddisfacente, saranno partecipi anche nel rimettere a posto perché continueranno a classificare e osservare, spesso confrontandosi tra loro. Tutte le competenze e le capacità acquisite in questo “spazio” saranno riutilizzate quotidianamente ed andranno ad arricchire enormemente la propria struttura e personalità.
Tutto ciò avviene naturalmente, malgrado la presenza dell’adulto, e non grazie al suo intervento.
Pamela




