Sei un genio!
I bambini piccolo affrontano molte fasi durante la loro crescita, in cui ci mettono a dura prova. L’esempio forse più classico è durante il pasto!
Invariabilmente ogni bimbo verso l’anno di età farà cadere il bicchiere. Se per caso non gli avete fornito uno di quei moderni congegni “anti sgocciolamento”, impazzirà di gioia a versare ogni volta tutta l’acqua sul tavolo.
Gli adulti che si occupano dei bimbi in questi momenti critici, solitamente raccolgono il bicchiere, asciugano, e guardano severamente il bambino dicendo “NON SI FA!”.
Se il bimbo ripete il “dispetto”, si sentono presi in giro e si spazientiscono.
Anche il più democratico dei genitori, dopo aver raccolto e spiegato con pazienza che il bicchiere non è da lanciare, alla centesima ripetizione ha una crisi di nervi!
Ora, proviamo seriamente a metterci nei suoi panni. Lasciamo per una volta che lanci il bicchiere o lo rovesci senza esprimergli il nostro giudizio. Ancora meglio. Raccoglievano sorridenti il bicchiere, riempiamolo nuovamente e porgiamolo al bimbo con vera curiosità.
E osserviamo silenziosi.
Osserviamo la sua espressione, la serietà, l’attenzione, la precisione con cui sta compiendo il suo lavoro! Non agendo a caso, non sta assolutamente discutendo con noi. Sta verificando che un oggetto lasciato nel vuoto cade! SEMPRE!
Per sostenere la sua nuova scoperta però, necessita di ripetere ancora e ancora. Non è affatto sicuro che succeda sempre la stessa cosa. Che esperienza ha del mondo, ancora?
Ha bisogno di vedere che anche l’acqua lasciata uscire dal bicchiere cade, e si ferma formando una pozza. Deve sentirla immergendo le manine perché i suoi esperimenti non sono solo razionali ma li deve vivere appieno.
E’ felice, entusiasta, a volte urla di gioia e ci guarda eccitato.
Non ci sta trattando male se allunga la mano e si aspetta che gli ridiamo il bicchiere. D’altra parte siamo noi che lo abbiamo bloccato sul seggiolone per metterlo a tavola! Se potesse girerebbe intorno al tavolo facendo cadere qualsiasi cosa per verificare la sua tesi… ma è più salutare per entrambi se lui rimane al “sicuro” e noi siamo momentaneamente i suoi assistenti.
Se gli dedichiamo alcuni minuti e lasciamo che ripeta questo gesto un numero sufficiente di volte (per noi possono essere veramente tante da sopportare ma ne vale la pena!), e poi partecipiamo silenziosamente, lasciando cadere il bicchiere e magari altri oggetti, il bimbo sposterà l’attenzione su di noi.
Allora possiamo sorridergli e dire sinceramente:
“BRAVO! Bravissimo. Ti sei accorto di una legge importantissima. Se lo lasci andare, cade! SEMPRE! Sei davvero un GENIO! Sono molto contenta”. Se poi lo abbracciate con gioia avrete fatto tombola.
Non vi descrivo la gioia che gli procurerete, perché sarà evidente. Ma ancora più importante è la fiducia e la stima di sé che avrete seminato. Avrete scelto di sostenerlo, di credere nelle sue capacità, invece di umiliarlo ridicolizzando il suo lavoro o impedendolo.
Certo non smetterà il giorno dopo, ma ridurrà di molto le sue prove fino a passare ad altro. Ci sono migliaia di esperimenti da compiere e lui ha tutto il tempo e le energie per dedicarvisi.
Non ultimo, se questi momenti non sono più fonte di tensione e sgridate, eviterete che diventino un modo poco adatto per attirare la vostra attenzione. Man mano che cresce, sarà una collaborazione tra voi perché sente che li rispettate. Potrete quindi spiegargli che sta facendo un lavoro che apprezzate ma che siete a casa di amici o al ristorante e non è il posto adatto, ma potrà continuare in un altro momento. E la qualità della vostra vita insieme avrà un netto miglioramento.
Pamela


