Psicomotricità Relazionale

Il bambino esprime il proprio mondo attraverso il corpo e il gioco
La Psicomotricità Relazionale è un percorso educativo che accompagna il bambino nella crescita attraverso ciò che, soprattutto nei primi anni di vita, rappresenta uno dei suoi linguaggi più spontanei e importanti: il corpo, il movimento e il gioco.
All’Atelier dei Piccoli di Bologna la Psicomotricità Relazionale è parte integrante del nostro progetto educativo e viene proposta ai bambini del nido e della scuola dell’infanzia, oltre che attraverso specifici percorsi extrascolastici rivolti anche ai bambini della scuola primaria. Nel gioco il bambino può muoversi liberamente, sperimentare, incontrare gli altri, mettere alla prova le proprie capacità ed esprimere emozioni che non sempre è ancora in grado di raccontare con le parole.
La Psicomotricità Relazionale crea uno spazio protetto nel quale queste esperienze possono emergere ed essere vissute nel rispetto dei tempi, delle caratteristiche e delle modalità espressive di ogni bambino.
Che cos’è la Psicomotricità Relazionale
La Psicomotricità Relazionale secondo il metodo IIPR considera il bambino nella sua globalità, mettendo in relazione dimensione corporea, emotiva, affettiva e sociale. Il corpo non viene quindi considerato soltanto dal punto di vista motorio: attraverso il movimento e il gioco, il bambino comunica, costruisce relazioni, sperimenta la propria autonomia e progressivamente impara a conoscere meglio se stesso e gli altri.
Durante l’attività non viene richiesto di eseguire esercizi motori prestabiliti. Viene invece predisposto uno spazio nel quale il bambino può giocare ed esprimersi attraverso materiali e situazioni capaci di stimolare esperienze differenti.
La psicomotricista osserva e accompagna il gioco, offrendo un contesto educativo nel quale ciascun bambino possa sperimentare liberamente le proprie possibilità.

Il gioco come strumento di crescita
Nella Psicomotricità Relazionale per bambini il gioco assume un ruolo centrale. Nel corso della crescita emergono forme di gioco differenti che possono convivere e trasformarsi nel tempo, importanti per costruire progressivamente strategie relazionali sempre più ricche ed efficaci.
- Il gioco sensomotorio: correre, saltare, rotolare, arrampicarsi, costruire, distruggere e sperimentare il proprio equilibrio permettono al bambino di conoscere il corpo e le sue possibilità. Il movimento diventa esperienza, scoperta e piacere di agire.
- Il gioco simbolico: un oggetto può diventare qualcosa di completamente diverso: uno spazio può trasformarsi in una casa, un telo in un mantello, un materiale può assumere il significato che il bambino decide di attribuirgli. Attraverso il gioco simbolico il bambino può rappresentare situazioni, emozioni ed esperienze e dare forma al proprio mondo interiore.
- Il gioco di socializzazione: giocare significa anche incontrare gli altri. Nel gruppo il bambino sperimenta la vicinanza e la distanza, la collaborazione, l’attesa, il confronto, il rispetto dello spazio altrui e la possibilità di condividere esperienze e materiali.

Psicomotricità, emozioni e relazioni
Uno degli aspetti più importanti della Psicomotricità Relazionale è la possibilità di lasciare che il bambino esprima attraverso il gioco ciò che sente e vive.
Durante l’infanzia molte emozioni vengono infatti comunicate prima con il corpo e con il comportamento che attraverso il linguaggio. Nel contesto della psicomotricità il bambino può sperimentare emozioni differenti, confrontarsi con piccoli conflitti, scoprire nuove risorse e trovare proprie modalità per affrontare le situazioni che incontra.
L’obiettivo non è insegnare al bambino un modo “corretto” di giocare, ma accompagnarlo nella scoperta di sé e nella relazione con gli altri, rispettandone personalità, tempi e caratteristiche individuali.

La Psicomotricità Relazionale nel progetto educativo dell’Atelier dei Piccoli
Il nostro progetto educativo attribuisce grande importanza al corpo, alle emozioni, al gioco e alle relazioni come elementi fondamentali dello sviluppo del bambino. Per questo la Psicomotricità Relazionale accompagna anche il nostro modo di osservare i bambini e di interpretare le loro esperienze quotidiane.
Il percorso si inserisce in una proposta educativa più ampia nella quale movimento, gioco libero, esperienze corporee, attività espressive, vita all’aperto e relazione con gli altri contribuiscono insieme alla crescita.

A chi è rivolta la Psicomotricità Relazionale
Presso l’Atelier dei Piccoli vengono proposti percorsi di Psicomotricità Relazionale a Bologna rivolti a diverse fasce d’età.
Le attività coinvolgono:
- bambini del nido d’infanzia;
- bambini della scuola dell’infanzia;
- bambini della scuola primaria;
- piccoli gruppi;
- percorsi individuali;
- percorsi che coinvolgono anche le famiglie.
Le modalità, la durata e l’organizzazione degli incontri variano in funzione del tipo di percorso e dell’età dei bambini.

La psicomotricista
I percorsi sono condotti da Ivy Tommasi, Psicomotricista Relazionale, formata presso la scuola quadriennale I.I.P.R. – Istituto Italiano di Psicologia della Relazione di Venezia.
La formazione specifica e l’esperienza con bambini e famiglie permettono di accompagnare ogni percorso attraverso l’osservazione del gioco e delle dinamiche relazionali che emergono durante gli incontri.

Psicomotricità Relazionale per bambini a Bologna
Le attività si svolgono presso l’Atelier dei Piccoli, in Via Bonaventura Cavalieri 3 a Bologna, all’interno del Villaggio del Fanciullo.
Per conoscere i percorsi disponibili, le fasce d’età, gli orari e le modalità di partecipazione è possibile consultare la pagina dedicata ai corsi oppure contattare direttamente la psicomotricista.


