Il nostro amato parco dell’Arboreto ci ha accolti di nuovo, vestito di primavera!
La mattina, con grande sorpresa, c’era anche la dada Titti C, che è tornata a trovarci e ha accompagnato il gruppo lungo tutta la giornata, rendendo l’esperienza ancora più ricca e familiare.
Come sempre partiamo dal nostro cerchio di canzoni e una merenda condivisa. Un inizio lento, fatto di sguardi e di presenza. Poi è arrivata l’ora di mettersi in cammino.
Con Marco, la nostra guida ambientale e fotografo, nonchè amico, abbiamo iniziato l’esplorazione . I nostri passi erano lenti e attenti.. come se stessimo cercando qualcosa o forse per qualche incontro. Non abbiamo trovato molti animali questa volta, ma non era questo il punto… nella ricerca, nel guardarsi intorno con attenzione , stava già succedendo qualcosa.
Durante il percorso abbiamo ritrovato i nostri simboli (come l’edera e il soffione ) ma abbiamo anche scoperto il mandorlo in fiore, segno delicato e potente della stagione che sta cambiando.
Tra grandi giochi, raccolte spontanee e momenti di immersione nei cespugli, i bambini hanno attraversato lo spazio con libertà e curiosità. Si sono divisi in piccoli gruppi, hanno esplorato, scelto direzioni, e si sono arrampicati sugli alberi mettendo alla prova il proprio corpo e le proprie capacità già sperimentate tante volte in Atelier.
Stare all’aria aperta, in un contesto così, non è solo “uscire” ma è entrare in relazione. Con il terreno irregolare, con i rami, con il vento. È lì che il corpo si attiva, che i sensi si affinano, che la mente impara a valutare e a scegliere.
E il rischio, quando è accompagnato e non evitato, diventa possibilità:
possibilità di conoscersi, di fidarsi, di scoprire i propri limiti e, a volte, superarli.
E poi c’è anche la bellezza. Quella della luce che filtra tra le foglie, dei colori vivi della primavera, dei suoni che cambiano. I bambini la abitano senza bisogno di spiegazioni.
Restano.
Si fermano.
E in quel restare apprendono profondamente, senza fretta.
La natura, in questo senso, è un educatore straordinario. Offre contesti autentici, sfide reali, occasioni di scoperta continua. Ma perché tutto questo accada, anche l’adulto deve mettersi in gioco. Un educatore che sta bene fuori, che prova piacere nell’esplorare, che sa osservare senza intervenire subito, sostiene davvero i processi dei bambini.
La giornata si è conclusa con il pranzo in cerchio, un altro momento di condivisione semplice e pieno. Nell’attesa dei genitori, qualcuno ha scelto di mettersi dietro l’obiettivo guardando il paesaggio da un’altra prospettiva. Accompagnati da Marco, fotografare è diventato un altro modo per osservare e raccontare.
Forse è proprio questo il punto importante: creare le condizioni perché i bambini possano essere liberi di incontrare il mondo. E, allo stesso tempo, permettere anche a noi adulti di riscoprirlo insieme a loro. Perché la natura non insegna solo ai bambini. Insegna a chiunque sia disposto a fermarsi davvero.
E allora salutiamo di nuovo il parco dell’Arboreto, con la sensazione che ci stia aspettando di nuovo!
Ci vediamo presto.. chissà quali novità ci riserverà la prossima stagione.
Dada Ariela






