…è proprio vero, al Nido si condividono gioie e dolori!

Siamo nella Terra del Fuoco, in cerchio pronti per cantare…ma questa mattina i bambini hanno voglia di chiacchierare, di raccontarsi, di condividere con la dada e gli amici un po’ di loro.  Inizia un bimbo che indicando l’amico vicino chiede:

“ Dada cos’è ? Una buba?”
“Si, è proprio una buba ma sta guarendo, vedi che c’è la crosticina?”

Il bimbo in questione  ci guarda ed inizia a raccontare con il suo dolcissimo modo come è andata la “faccenda”… perché avere delle bube è roba seria! Tutti ascoltano e a me tocca stare in silenzio perché inizia un dialogo tra loro che non ha bisogno di mediatori.

C’è chi racconta, mostrando una piccola crosticina, di quando è caduto da uno scivolo, chi ascolta e guarda il suo corpo cercando dei segni, chi ammette di aver pianto tanto quando si è fatto male e chi invece dice di essere stato coraggioso e di essersi fatto mettere un cerotto senza piangere. Una bimba con uno sguardo molto serio inizia a contare le sue bube e l’amica vicina la guarda attentamente e poi chiede:

“Dove fatto bube?”
Lei ci pensa un po’ e risponde:
“Al parco, al parco! Con nonno quando giocavo e lui preso tanta paura! Io pianto pochino così e poi passato tutto”.

Un bimbo, che aveva ascoltato tutto senza intervenire mai , ad un certo punto mi guarda e mi chiede:
“Dove sono bube dada?”
Mi sta chiedendo se anche io ho delle ferite… allora ci penso un po’ e mostro una cicatrice vicino al gomito. Non è rossa è non ha la crosta. Il bimbo guarda meglio, poi mi fa una carezza e mi chiede:

“ Hai fatta quando giocavi? Caduta parco?”
Allora spiego che sono caduta dal motorino e che mi ero spaventata ma non avevo pianto e che avevo messo tanto ghiaccio.
“Ma è successo tanto tempo fa ed ora è rimasto solo questo segno” aggiungo infine.

I discorsi poi si concentrano sulla mamma e sul papà… c’è chi ha messo un cerotto, chi del ghiaccio, chi un po’ di crema e chi solo “polvere di stelle” e tanti baci.

Allora chiedo: “Ma bimbi sapete chi ha tante bube ? E’ un animale un po’ vecchio e per fortuna che la sua mamma ha tanti rimedi speciali per guarirlo.

E’ la storia del Vecchio Somaro. ..E’ una canzone che parla di un somaro, un po’ vecchio per l’appunto che ha tanti dolori e la sua mamma lo aiuta sempre.
Non tutti i bimbi la conoscono , e così mi faccio aiutare da chi la ricorda.

Il vecchio somaro ha male al suo nason,

la mamma gli fa fare un naso di carton.

Un naso di carton.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

Il vecchio somaro ha male ai suoi occhion,

la mamma gli fa fare un paio di occhialon.

Un paio di occhialon,

un naso di carton.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

Il vecchio somaro ha male al suo teston,

la mamma gli fa fare un bel fazzoletton.

Un bel fazzoletton,

un paio di occhialon,

un naso di carton.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

Il vecchio somaro ha male al suo groppon,

la mamma gli fa fare un morbido maglion.

Un morbido maglion,

un bel fazzoletton,

un paio di occhialon,

un naso di carton.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

E le babbucce blu, la la,

e le babbucce blu.

Parlando con Pamela pochi giorni dopo, mi racconta che anche in Oceano era successa una cosa simile… in cerchio si parlava di bube e di cadute e visto che qualche amico era tornato al Nido dopo aver avuto la varicella, si è affrontato anche questo discorso!

Molti di loro l’avevano avuta e mostravano i segni. C’è chi però aveva avuto una varicella e chi invece tre!

…incredibile!

Roberta

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