Il gioco euristico fu ideato e diffuso dalla pedagogista inglese Elinor Goldschmied e si definisce tale quel tipo di gioco che, non appoggiandosi a regole predeterminate, si serve di materiali, di strumenti di uso comune e molto semplici come: bottoni, scatoline di latta, tappi di sughero, spazzoline, coni di cartone, fili, perline, ciotoline;  e si avvale principalmente della singola intuizione e della personale analogia di ogni bambino.

Questo tipo di gioco ha la durata di 30/45 minuti in spazi non troppo grandi e con un piccolo numero di bambini per volta.

E’ una mattina di fine settembre e alcuni bimbi dell’ Oceano attendono dietro le tende rosse della nostra palestra di poter entrare e… giocare!
Non tutti i bimbi sanno cosa li attende, ci sono bimbi che fanno per la prima volta questo gioco e così mi siedo con loro e ricordo poche regole, ma molto importanti:

“Bimbi la dada ha preparato dei giochi speciali che potete fare in questo spazio,  potete usare tutto quello che vedete ma senza farvi male…le dade si siedono vicino e non si va al di là delle tende rosse… e quando è il momento di riordinare mi aiutate a sistemare tutto. Bene… buoni giochi!”

Lo spazio è raccolto, pochi metri quadrati con giochi disposti qua e là. Mi siedo vicino le tende e li osservo.

C’è sorpresa , stupore e nessuno rimane fermo lì dov’è. La curiosità prende il sopravvento e le intuizioni sono tante! Dei coni vengono infilati in modo attento e accurato…uno dopo l’altro e non sono pochi!

Ecco ha finito!

Guarda la sua costruzione, poi no, forse non era così che l’aveva pensata e allora tutto giù…

si riparte, si riprendono i coni e si ricomincia, questa volta si mette comodo a sedere per il suo lavoro.

Poco distante c’è una scatola piena di cerniere lampo… subito viene rovesciata. Diventano collane poi bracciali ma… sono cerniere lampo dei pantaloni… e di chi sono? Chi le ha perse? A qualcuno torna utile…

La mia osservazione continua e noto un lungo filo bianco lasciato a terra…e  non sono l’unica a notarlo. Il filo viene disteso, arrotolato sulla mano e poi appallottolato su se stesso. Ora ci sono dei nodi, tanti nodi. Riprova ad allungarlo… ma niente. Ora è diventato una palla, bianca, piccola. Meglio metterla al sicuro, la tiene stretta a sé così che nessuno la prenda.

Ma in sottofondo c’è una simpatica vocina che canta, canta e canta.

Sembra proprio che qualcuno sia in viaggio e si diverta anche!

Sono tutti molto indaffarati, molto concentrati sul materiale a disposizione e niente rimane al posto iniziale. C’è tanto disordine … ma non per loro che si muovono consapevoli dei propri lavori.

La mattinata è finita ed è ora di riordinare tutto e prepararsi per la pappa.

Anche il riordino è una fase del gioco euristico. Prendo le scatole e mi faccio aiutare a raccogliere tutti i materiali, e ogni oggetto torna  al suo posto.

Dada Roberta

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